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Frammenti di futuro 2

 

Frammenti di futuro 2017-2018: il cittadino come giocatore

(Workshop #Citizenkit2)

 

Nel 2014, la Fondazione Roberto Ruffilli ha iniziato un percorso di riflessione con gli studenti forlivesi, volto ad interpretare le potenti e profonde trasformazioni che stanno facendo evolvere le pratiche e le forme della cittadinanza. Nel biennio appena concluso, si sono utilizzati i prismi della “trasparenza dell’accontabilità” per affrontare la dimensione “pubblica” della questione: dai molti incontri e dal lungo seminario è emersa la percezione di un rapporto fra libertà individuale e sicurezza collettiva (ovvero la dialettica fondamentale che lega lo Stato ai suoi cittadini) sottoposto ad una riconfigurazione accelerata, e a tratti ambigua, sotto l’azione della cosiddetta “quarta rivoluzione industriale”, quella della globalizzazione cibernetica.

-       UNA RIFLESSIONE COMUNE CHE PROSEGUE

Con il nuovo biennio s’intende proseguire lo studio intrapreso, andando a scandagliare il livello “privato” delle nuove forme di cittadinanza in costruzione: legandosi organicamente al più vasto percorso del“KITdelCITTADINO” - consacrato quest’anno a ltema dell’ANTICORRUZIONE – si propone un laboratorio (“Ilcittadino come giocatore”) che si inoltri nei mutamenti di stato delle forme partecipative ed aggregatrici della comunicazione, intesa come insieme degli scambi culturali interni ad una comunità e quindi come base della socialità politica.

In breve, considerando l’ANTICORRUZIONE come il sistema immunitario della coesistenza organizzata dell’amministrazione della respublica vale dire un insieme di imperativi individuali di buone pratiche collettive che abbisognano di una continua cura per mantenersi forti vitalis’intende analizzare con gli studenti come il cambiamento dei codici del linguaggio e del discorso, determinato dai nuovi mezzi di comunicazione digitale (social,chat piattaforme), impatti sulla tutela quotidiana del bene comune.

-       UN NUOVO ORIZZONTE PER LA CITTADINANZA, FRA LIBERAZIONE E SUDDITANZA

L’adattamento della comunicazione ai nuovi parametri dello spazio digitale passa per un mutamento delle modalità di espressione, comportando la nascita di una sorta di “neo-lingua” caratterizzata dalla brevità, dalla semplicità, dall’informalità, dalla disintermediazione. Allo stesso tempo, la veicolazione dei concetti subisce un processo di “gerarchizzazione” secondo criteri di popolarità mediatica (trend-topics): ciò sta spingendo sempre più l’interazione sociale in una nuova dimensione cibernetica e globalizzata, nel cui seno i cittadini cessano di essere dei semplici bersagli passivi per divenire fonti attive e “players”.

In effetti, gli strumenti di comunicazione (devices) a disposizione si sono di molto accresciuti in termini di quantità, inter-connettività e potenza, amplificando drasticamente gli spazi di espressione del cittadino-utente: nel cyber-spazio, il soggetto si sente quindi più libero e forte rispetto al “potere costituito”. Al contempo, tuttavia, la predisposizione stessa del “web” e dei suoi sistemi di fruizione/diffusione stanno scivolando sempre più nelle mani di una oligarchia di grandi corporations informatiche, il cui successo economico-finanziario e le cui quote di mercato sono direttamente proporzionali alla capacità d’imporre un controllo monopolistico sulla sfera della comunicazione: ciò significa che accanto ad aspetti “liberatori”, la mutazione cibernetico-digitale ha per il soggetto anche ricadute di sudditanza e di dipendenza.

Se quindi il cittadino ha più mezzi e più forza mediatica per esprimersi, ma il suo accesso e la visibilità dei suoi discorsi sono sempre più strettamente mappati ed ordinati, serve allora interrogarsi su diunatendenzaevolutivadagliesitiincerti,chepuòavere tanto caratteregenerativo”chedegenerativo” rispettoalle forme di cittadinanza prossim eventure, di cui le nuove generazioni adesso in formazione saranno gli interpreti.

-       UNA DOMANDA DI FONDO ED UN’ESPERIENZA LABORATORIALE

Ai giovani studenti, in qualità di “nativi digitali” organicamente partecipi della mutazione cibernetica e di futuri cittadini adulti, viene in definitiva chiesto d’interrogarsi sugli aspetti qualitativi di questa “rivoluzione comunicazionale” e sull’incidenza che essa può esercitare rispetto al sistema immunitario anti-corruttivo che presiede alla tutela del bene comune.

Al di là delle canoniche accezioni legali, giuridiche ed amministrative, la corruzione infatti ha una valenza ed un’estensione molto più capillare, esprimendosi anche attraverso la distorsione e l’infrazione di quelle convenzioni comportamentali che garantiscono il pacifico esercizio delle interazioni sociali: in questo senso, i sempre più prepotenti fenomeni del cyber-bullismo del trolling - che traslano gli antichi atti del bullismo, del nonnismo della prevaricazione dalla sfera fisico-materiale quella virtuale-interattiva  (pur continuando provocare risultanti tragiche, quali il suicidio delle vittime) – paiono offrire un concreto e sentito studio di caso per individuare processi di mutamento comunicazionale meccanismi di risposta/contrasto – sempre inscritti nella strumentalità cibernetica   che vengono posti in essere. E’ dunque sul tema del cyber-bullismo e del trolling che si intende incentrare il workshop con gli studenti, sfruttando una dinamica di drammatica attualità per riflettere su una delle molteplici ricadute private della “quarta rivoluzione industriale” in atto.

differenza della scorsa edizione, che si era concretizzata in un film mediometraggio (“Fra libertà e sicurezza - Il labirinto digitale”), questavolta il lavoro seminariale confluirà in un reportage (o, in alternativa, in una “graphic novel” [un racconto a fumetti a carattere documentario]) che ricostruirà -anche attraverso un blob di post tweets, sul modello proposto dalla fortunata trasmissione televisiva “Gazebo”- la percezione, l’interpretazione e la visione dei ragazzi sui dilemmi proposti.

Sviluppo

Il progetto coinvolge un gruppo interscuola di circa una ventina di studenti (il numero, complessivamente -e distintamente per ogni istituto- dipenderà dal numero delle scuole aderenti) per un periodo di 10/12 mesi; prevede 2/3 incontri-lezione con specialisti e operatori del settore ai quali potranno assistere non solo i ragazzi coinvolti ma le intere classi di appartenenza (le “lezioni” potranno essere organizzate presso gli stessi istituti aderenti dotati di spazi disponibili) e un percorso di riflessione e costruzione per il gruppo di studio presso la sede della Fondazione Ruffilli; entrambe le fattispecie avranno la valenza di alternanza scuola/lavoro per un complessivo ammontare di circa 40 ore.

L’iniziativa si svilupperà coinvolgendo due anni scolastici (2016/17 e 2017/18), da febbraio/marzo 2017 ad aprile 2018 secondo la pianificazione concordata con le scuole e ipotizzata come segue:

 2016-2017

  1. . Coordinamento e pianificazione con i referenti delle scuole:        novembre 2016/gennaio 2017
  2. . Incontri e percorso di riflessione:

febbraio                      2 ore

marzo                         6 ore

aprile                          2 ore

maggio                       6 ore  

2017-2018

  1. . Incontri e percorso di riflessione:

novembre                   6 ore

dicembre                    2 ore

gennaio                      2 ore  

febbraio                      4 ore

marzo                         4 ore

aprile                          2 ore

progetto