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#Citizenkit 2 - I BENI COMUNI PER LA TUTELA DALLA CORRUZIONE

 

spirito di anti-corruzione:

I BENI COMUNI PER LA TUTELA DALLA CORRUZIONE

Pierangelo Schiera - Tonino Bernabè

Stefania Greggi - Ambra Eleonora Giudici

 

giovedì 9 marzo, ore 11.30

Salone Comunale 

Piazza Saffi, 8 - Forlì

 

Se corruzione è, alla fine dei conti, ogni comportamento che deteriori in modo definitivo una determinata situazione, allora anti-corruzione è ogni tentativo di impedire quel deterioramento, possibilmente addirittura in via preventiva, cioè agendo in anticipo sulla corruzione stessa. A questa logica s’ispirano i discorsi che da un po’ di tempo si fanno sui beni comuni – commons in inglese – che sono risorse che servono agli uomini e alle donne del mondo, non solo di oggi ma anche di domani, per campare in modo degno ed equilibrato. Questi beni si chiamano “comuni” per vari motivi, ma principalmente perché essi sono ritenuti così importanti che devono appartenere a tutti, essere cioè a disposizione di tutti. Per questo essi devono essere sottratti alla privatizzazione e devono essere gestiti in modo equo perché nessuno ne possa approfittare in proprio. Essi devono essere preservati, anche per le generazioni future, ed è questa la ragione per cui li dobbiamo usare e gestire in modo da trasmetterli in condizioni non peggiori, anzi sperabilmente migliori, di come li abbiamo ricevuti. L’ambiente – e dentro l’ambiente l’aria, l’acqua, la terra – rappresentano il corpo più voluminoso dei beni comuni “materiali”.  Ma ci sono anche quelli “spirituali”, che riguardano l’intelligenza, cioè l’arte, la scienza, la cultura: per questo si dice che anche le opere dell’ingegno sono beni comuni, che vanno tutelati e gestiti in modo comunitario e non privatistico.

Un aspetto fondamentale della questione è la gestione di tutti questi beni. Perciò si è fatto ricorsi a strumenti di gestione capaci allo stesso tempo di dare le risposte tecniche necessarie, garantendo però anche il controllo da parte dei cittadini. Una grande economista come Elinor Ostrom ha vinto nel 1990 il Premio Nobel per i suoi studi sui commons, sostenendo che non esiste un unico modo centralizzato per gestirli ma vanno trovati i modi giusti a seconda delle diverse condizioni storiche e sociali, rispettando il principio che sta al fondo di tutto il ragionamento: che è quello della libertà degli uomini e dei gruppi, che vuol dire anche corresponsabilità nell’uso delle risorse comuni, secondo criteri di uguaglianza e di solidarietà.

 

invito

i beni comuni IMG 0389

 

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